Stasera in tv Maya Sansa e Andrea Pennacchi in un capolavoro nostalgico: il film che commuove senza essere patetico

In sintesi

  • 🎬 Le mie ragazze di carta
  • 📺 Rai 1, ore 21:30
  • 📖 Una commedia italiana ambientata nella provincia veneta alla fine degli anni ’70, che racconta la crescita di un adolescente e la crisi di una famiglia di fronte ai cambiamenti sociali e culturali, tra memoria collettiva, autenticità e nostalgia.

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Questa sera su Rai 1, alle 21:30, prende vita il nuovo racconto cinematografico firmato da Luca Lucini: Le mie ragazze di carta, una commedia colorata di nostalgia e cambiamento. Ambientato nella provincia di Treviso alla fine degli anni ’70, il film promette di offrire uno spaccato autentico e commovente sulla crescita individuale e collettiva, tra i sogni di un ragazzo e la fatica di una famiglia che vede sgretolarsi il proprio mondo rurale.

Le mie ragazze di carta: viaggio tra memoria, identità e rivoluzione domestica

La famiglia Bottacin – Primo, Anna e Tiberio – affronta l’irruzione della modernità: i campi di una volta vengono travolti da nuove esigenze urbane, e la dimensione intima e popolare della campagna sembra dissolversi davanti agli occhi disillusi di un padre (Pennacchi) attaccato alle radici e di una madre (Sansa) che cerca di fare da ponte generazionale. Ma il cuore del film è Tiberio (Alvise Marascalchi): un adolescente spiazzato da cambiamenti sociali che travolgono anche la sua voglia di scoprire il mondo, mescolando infatuazioni acerbe, amicizie sincere e vecchie tradizioni alla ricerca di un nuovo equilibrio.

Luca Lucini, già regista di Tre metri sopra il cielo, orchestra una narrazione che non si accontenta della banale “operazione nostalgia”. La sua cifra stilistica è quella di chi sa raccontare la provincia con leggerezza senza sfociare mai nell’oleografia. Con un ritmo che alterna ironia soffusa e momenti di riflessione, Le mie ragazze di carta si inserisce nel solco della commedia all’italiana, riuscendo a parlare a più generazioni grazie a una regia attenta e a dialoghi spontanei – merito anche delle improvvisazioni degli interpreti.

Cast, autenticità veneta e atmosfere nella commedia italiana

Il cast sembra davvero ben assortito: Andrea Pennacchi, icona intelligente e ironica della narrazione veneta, qui porta in scena uno dei suoi ruoli più sfumati e sinceri, mentre Maya Sansa si conferma interprete empatica, capace di regalare umanità e profondità a ogni scena. Il giovane Alvise Marascalchi, attore emergente, affronta con delicatezza la transizione dall’infanzia all’adolescenza, tra incertezze e prime ribellioni, supportato da comprimari come Cristiano Caccamo e Raffaella Di Caprio, perfetti nell’incarnare le nuove pulsioni che irrompono e squassano la tranquillità della provincia.

Il film brilla per attenzione ai dettagli: dalle riprese tra le vere cascine e campagne trevigiane ai vestiti, agli attrezzi d’epoca, fino alle espressioni dialettali “controllate” personalmente da Pennacchi, che contribuisce a rendere il tutto ancora più credibile. Un nerdismo appassionato che si avverte in ogni inquadratura e che farà la gioia di chi ama i film dove il realismo non è solo facciata.

  • Commedia di formazione e racconto sociale: il film lavora su due livelli, mettendo a confronto la crisi familiare con la crisi sociale di un’Italia che si avvia verso la modernità.
  • Colonna sonora e atmosfere vintage: non manca qualche chicca musicale e una fotografia che con i cromatismi caldi richiama le pellicole anni ’70 e la “luce” della memoria – un tributo per intenditori.

Dove vedere Le mie ragazze di carta e perché non perderlo in tv

Se avete apprezzato film come La prima cosa bella o La famiglia di Scola, non lasciatevi sfuggire questo viaggio nella provincia veneta. Non è solo una commedia “nostalgica” ma un’immersione in un passato prossimo che ancora detta, spesso inconsciamente, i tempi della nostra società. Sarà interessante vedere come gli spettatori di oggi risponderanno a questa operazione “di memoria”, che parla la lingua dell’empatia e della malinconia senza mai cedere al patetico.

La scelta di Rai 1 di proporre Le mie ragazze di carta in prima visione conferma il crescente interesse verso storie di radici, di territorio e, perché no, di formazione. Un piccolo caso di popolarità sul territorio, una standing ovation ai festival locali e recensioni positive soprattutto da chi in quegli anni ‘c’era’, colgono una fame di autenticità che il cinema italiano a volte ignora.

  • Curiosità da nerd: Pennacchi e Sansa hanno lavorato per settimane a stretto contatto con le realtà agricole, le scene improvvisate restituiscono una naturalezza quasi documentaria, e alcuni oggetti di scena sono veri “feticci vintage” recuperati da collezionisti del Nordest.

Stasera, dunque, preparatevi a un viaggio che sa emozionare, divertire e far riflettere: Le mie ragazze di carta è una delle scelte più interessanti della stagione, per chi cerca cinema di qualità mainstream ma senza compromessi. Dopo la visione, difficile non ritrovarsi a discutere su cosa resti oggi di quell’Italia di provincia… e su come cambiare senza perdere se stessi. E per gli appassionati, è un piccolo cult in costruzione che farà parlare di sé ancora a lungo.

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